Lettera interamente autografa e firmata di Luigi Dallapiccola celebre compositore e pianista italiano. Fu tra i primi in Italia ad approdare, sul finire degli anni trenta, alla dodecafonia. Le sue composizioni sono caratterizzate da intenso lirismo e da profondi contenuti spirituali e ideali.
Copiosa lettera redatta a Firenze il 10 Ottobre 1946 ed indirizzata al collega Mario Corti (1882–1957) noto violinista e compositore italiano.
Dallapiccola ricorda al destinatario le loro missive negli ultimi cinque anni dove il compositore si sfoga: "(...) Nonostante le mie campagne e il acidore mai ho riconosciuto quanto di buono per l'arte hai fatto (ed è stato parecchio) e ciò desidero testimoniarti oggi, 10 ottobre, dato molto importante per me. (...) Quanto è avvenuto dimostra anche che il rifiuto che parti del Sonzogno di disdire il secondo concerto del festival era cosa già ben meditata e calcolata". Dallapiccola termina la lettera comunicando al destinatario che forse si rivedranno a Roma e paragonando la furbizia del "personaggio" a Benito Mussolini.