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Lettera dattiloscritta con autografo di Licio Gelli Licio Gelli celebre faccendiere italiano, noto per essere stato il «Maestro venerabile» della loggia massonica eversiva P2. È stato condannato per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano e per depistaggio delle indagini della strage di Bologna. Secondo le sentenze di primo grado e d'appello della Corte d'Assise di Bologna nel processo al neofascista Bellini, Gelli è il mandante e il finanziatore della strage.
Gelli informa il destinatario che ha ricevuto la sua lettera con lo sfogo nei confronti dell'Istituzione Massonica e gli comunica che lui si è ritirato da molto tempo, con tanta amarezza. Il Gelli critica la politica di Di Bernardo (Giuliano, Gran maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1990 al 1993 e successivamente ha fondato la Gran Loggia Regolare d'Italia) e comunica al destinatario che ci vorranno varie generazioni per ridare vita e prestigio alla Massoneria.
Lettera su carta intestata personale di Gelli redatta ad Arezzo il 21 Settembre 1993 ed indirizzata al Prof. Di Maggio.
Presente anche la busta d'invio su carta intestata di Villa Wanda ad Arezzo, è stata la residenza di Licio Gelli, noto per essere stato il "Maestro Venerabile" della loggia massonica P2. Si tratta di un edificio di oltre trenta stanze su tre piani, immerso in un parco di tre ettari e situato in una delle zone più esclusive dell'Aretino, la collina di Santa Maria delle Grazie.
Codice autografo: RDMAST0425i
Data autografo: 21/09/1993
Pagine: 2
Pagine manoscritte: 1
Condizioni: Ottime
Dimensioni: 29.5x21 cm
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